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Recesso socio Snc - Efficacia - Perfezionamento 24/10/06 PDF Stampa E-mail
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7886 del 5 aprile 2006, ha stabilito che il recesso del socio di una snc si perfeziona, relativamente alla società e agli altri soci, nel momento in cui viene portato a conoscenza degli altri soci.
La mancata liquidazione della quota del socio receduto, come anche la mancata iscrizione del recesso nel Registro delle imprese, non può in alcun modo condizionare, nel senso di escluderla, l’efficacia del recesso.
Si delinea da un lato, l’iscrizione nel Registro delle Imprese, come requisito pubblicitario ai fini della sola opponibilità ai terzi del recesso, dall’altro, la liquidazione della quota del socio receduto, come un mero adempimento contabile ( necessariamente) successivo all’efficacia dell’esercizio del diritto di recesso da parte del socio.
In sintesi la sentenza : “ Il recesso del socio di una società in nome collettivo è un atto unilaterale recettizio che si perfeziona al momento in cui esso viene portato a conoscenza degli altri soci. Pertanto, la mancanza liquidazione della quota non può incidere, escludendola, sull’efficacia del recesso del socio, dal momento che la liquidazione della quota avviene necessariamente in un momento successivo all’esercizio del diritto di recesso.”
Nell’ambito delle società di persone, il momento in cui si perfeziona il recesso del socio è sempre stato motivo di discussione : e precisamente se il perfezionamento avviene a) al momento della comunicazione del recesso; b) al momento in cui viene liquidata la quota del socio receduto ; c) al momento del completamento di, eventuali, adempimenti pubblicitari relativi al recesso medesimo.
Il socio che intende terminare il proprio rapporto sociale, deve dichiarare questa sua intenzione alla società e l’esercizio della facoltà di recedere non può essere subordinato ad alcuna preventiva autorizzazione. La dichiarazione di recesso non deve contenere alcuna motivazione, salvo nell’ipotesi in cui il recesso avviene per giusta causa o per uno dei casi eventualmente previsti dall’atto costitutivo.
La dichiarazione del socio recedente, non sembra sottoposta ad alcuna forma particolare, essa può essere incorporata in un atto scritto o addirittura in una dichiarazione orale resa agli altri soci.
Si è discusso, in passato, anche del recesso cosiddetto “tacito”, e, precisamente quello desunto dai comportamenti tenuti dai soci incompatibili con l’intenzione di rimanere in società, in questi casi, la volontà dei soci di non restare in società deve apparire chiara e inequivoca, non essendo sufficiente allo scopo la sola mancata partecipazione alla vita sociale. ( favorevole parte della giurisprudenza, peraltro, datata).
Allora, una volta chiarito che l’efficacia del recesso dei soci receduti, nei confronti della società e dei soci superstiti, è quando la dichiarazione di recesso viene portata a conoscenza degli altri soci, rimane da capire il momento in cui questa volontà si perfeziona.
E’ opinione ampiamente prevalente che, sia il socio receduto che i soci superstiti, possono pubblicizzare l’avvenuto recesso mediante iscrizione del fatto di recesso presso il Registro delle Imprese. Per effetto di tale iscrizione il socio receduto si libera dalla responsabilità per le obbligazioni sociali sorte successivamente alla dichiarazione di recesso e reciprocamente i soci superstiti eviteranno così che il socio receduto possa continuare ad impegnare la società nei confronti di terzi. Pertanto, in mancanza di iscrizione il recesso del socio sarà comunque efficace nei confronti della società e degli altri soci ma non sarà opponibile a terzi. In questo caso, il socio recedente sarà responsabile verso i soci superstiti delle obbligazioni sociali sorte successivamente al proprio recesso, potendo tra l’altro venire dichiarato personalmente fallito a seguito di fallimento della società.
In conclusione, si ribadisce come la mancata liquidazione della quota del socio receduto, come anche la mancata iscrizione del recesso nel Registro delle imprese, non può in alcun modo condizionare (nel senso di escluderla) l’efficacia del recesso, questo, perché il recesso si perfeziona, relativamente alla società e ai soci, nel momento in cui viene portato a conoscenza degli altri soci.
Ciò, delinea, da un lato, l’iscrizione nel Registro delle imprese, come requisito pubblicitario ai fini della sola opponibilità ai terzi del recesso, dall’altro, la liquidazione della quota del socio receduto, come un mero adempimento contabile (necessariamente) successivo all’efficace esercizio del diritto di recesso da parte del socio.
 
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